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La differenza principale sta nel tipo e nel livello di rischio associato all’operazione prevista. La qualifica A1/A3 è quella di base per le operazioni a basso rischio nella categoria “open”. La qualifica A2 offre competenze aggiuntive per le operazioni in cui ci si avvicina a persone non coinvolte, sempre nella categoria “open”. La formazione STS si applica a scenari standard definiti nella categoria specifica, dove i requisiti operativi e le misure di mitigazione del rischio sono più impegnativi.
Sì. Per ottenere il certificato di pilota remoto A2 è necessario presentare un attestato di completamento A1/A3. Il pilota deve inoltre completare un percorso di autoformazione pratica e superare l’esame teorico aggiuntivo per la categoria A2.
Le conoscenze relative alle licenze A1/A3 costituiscono la base del percorso formativo STS. L’esame teorico STS è strutturato in base alle qualifiche precedenti del pilota remoto: chi possiede le licenze A1/A3 sostiene l’esame teorico STS completo, mentre chi possiede già la licenza A2 può sostenere un esame ridotto che copre solo le materie aggiuntive dell’STS.
Sì. Le operazioni STS richiedono sia un certificato di conoscenze teoriche sia una formazione pratica per lo scenario in questione. La valutazione pratica conferma che il pilota remoto sia in grado di applicare in sicurezza le procedure normali, di contingenza e di emergenza.
Dipende dal drone, dall’ambiente operativo e dal livello di rischio. Le categorie A1/A3 o A2 possono essere adatte a molte operazioni ricreative e professionali a basso rischio nella categoria “Open”. Operazioni più complesse, tra cui alcune operazioni urbane controllate o operazioni BVLOS, potrebbero richiedere una formazione STS o un’autorizzazione operativa nell’ambito della categoria specifica.